Forex: market analysis (04/05/2014) – ore 8.32

L’ultima ottava si è chiusa con l’ottimo dato sul lavoro Usa, che però non è servito a rilanciare il dollaro. La verità è che i flussi di denaro continuano a riversarsi in Europa (Eurozona e Regno Unito) o dove il differenziale dei rendimenti inizia a diventare significativo (Australia, Nuova Zelanda). Tra l’altro sembra che cinesi e russi stiano vendendo grossi quantitativi di dollari per diversificare meglio le riserve valutarie, in particolare sull’euro. Non a caos i bond dell’eurozona continuano a macinare guadagni straordinari, rischiando quasi di finire in una bolla (i tassi sui titoli tedeschi a tre mesi sono diventati negativi). Né il tapering né i payrolls eccezionali possono contrastare la reale direzione dei flussi di liquidità internazionali. E ora la prossima settimana toccherà a diverse banche centrali far capire le proprie intenzioni sulle strategie future di politica monetaria (BCE in primis, ma anche BOE, RBA e RBNZ).


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Forex: market analysis (05/01/2013) – ore 12.22

Sul forex il mercato continua a comprare dollari americani, mentre sembrano in grosse difficoltà sia l’euro che la sterlina. Giù il franco svizzero, che secondo Goldman Sachs quest’anno perderà molto terreno. E’ forte lo yen, che beneficia dei forti realizzi dopo il crollo avvenuto nelle ultime sedute dell’anno, mentre è risultato straordinariamente forte il dollaro neozelandese, sul quale si fanno sempre più insistenti le voci di un’imminente stretta monetaria da parte della RBNZ, che deve fare i conti con un mercato immobiliare in fase di surriscaldamento. L’aumento dei tassi in Nuova Zelanda appare sempre più scontato. Tra le commodity è molto debole il petrolio, mentre rimbalza con decisione l’oro in area 1.240$ dopo la formazione di un doppio minimo in area 1.180$ l’oncia.

 

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Forex: segnali operativi (03/01/2014) – ore 07.03

Ben ritrovati e buon inizio d’anno. Il forex ha iniziato il 2014 mostrando un dollaro e uno yen forti. In difficoltà la sterlina, mentre sull’euro si sono abbattute pesanti vendite. In ripresa troviamo, invece, le commodity currencies e l’oro. Giù il petrolio, che ieri ha perso il 3% crollando in area 95 dollari. Tra fine 2013 e inizio 2014 la volatilità appare in deciso aumento. La sensazione è che siano in corso importanti aggiustamenti nei portafogli dei grandi investitori istituzionali, che sono impegnati a mettere a punto le nuove strategie di asset allocation per il nuovo anno. Probabilmente a fine seduta ne sapremo di più e dopo l’Epifania i trend dovrebbero definirsi maggiormente.

 

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