Forex: market analysis (04/05/2014) – ore 8.32

L’ultima ottava si è chiusa con l’ottimo dato sul lavoro Usa, che però non è servito a rilanciare il dollaro. La verità è che i flussi di denaro continuano a riversarsi in Europa (Eurozona e Regno Unito) o dove il differenziale dei rendimenti inizia a diventare significativo (Australia, Nuova Zelanda). Tra l’altro sembra che cinesi e russi stiano vendendo grossi quantitativi di dollari per diversificare meglio le riserve valutarie, in particolare sull’euro. Non a caos i bond dell’eurozona continuano a macinare guadagni straordinari, rischiando quasi di finire in una bolla (i tassi sui titoli tedeschi a tre mesi sono diventati negativi). Né il tapering né i payrolls eccezionali possono contrastare la reale direzione dei flussi di liquidità internazionali. E ora la prossima settimana toccherà a diverse banche centrali far capire le proprie intenzioni sulle strategie future di politica monetaria (BCE in primis, ma anche BOE, RBA e RBNZ).


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Forex: market analysis (14/12/2013) – ore 16.48

Nell’ultima seduta abbiamo assistito a una ripresa del dollaro americano e dello yen, che coincide tra l’altro con la fase di difficoltà delle borse. Non sarà facile la partenza del rally di fine anno anche se probabilmente tutto si deciderà nella giornata di mercoledì 18 dicembre, ovvero quando la FED annuncerà le sue intenzioni sul tapering dopo aver preso atto dei recenti ottimi dati macroeconomici degli USA (in particolare su pil e occupazione). Il dollaro è anche su supporti importanti, per cui non va escluso un rimbalzone di fine anno. Sta perdendo forza il trend di euro e sterlina. Resta molto debole il dollaro australiano, mentre in ripresa c’è anche il dollaro canadese. Alta volatilità sullo yen, che potrebbe far presagire a forti prese di beneficio, mentre resta in bilico il destino dell’oro (se va sotto 1.200$ può aggiornare i minimi pluriennali).

 

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Forex: segnali operativi (12-11-2013) – ore 06.52

La nuova ottava si è aperta all’insegna della bassa volatilità, con il mercato che sembra quasi voglia prendere fiato dopo il brusco incremento avvenuto a partire da inizio mese, a seguito del taglio dei tassi della BCE e del buon dato dei non-farm payrolls americani. Mentre le borse continuano a mostrare un andamento molto positivo, sul forex viene giù lo yen mentre euro e sterlina stanno provando un rimbalzo sul dollaro dopo aver accusato importanti vendite negli ultimi giorni. In calo le valute di Australia e Nuova Zelanda, mentre continua la discesa dell’oro verso importanti zone di supporto giornaliere.

 

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Forex: market analysis (10-11-2013) – ore 09.32

La scorsa ottava si è chiusa sulla falsariga di quanto già avvenuto nella settimana precedente, ovvero un euro al ribasso e un dollaro in decisa ripresa. Dopo il taglio dei tassi della BCE e la pubblicazione di alcuni dati macro americani migliori delle attese, soprattutto a seguito dello shutdown del governo nella prima parte di ottobre, questa tendenza sul forex sembra si stia consolidando. Inoltre la ritrovata forza del biglietto verde, che però ancora non è riuscito a mettere al tappeto la sterlina (in buona forma grazie ai recenti market mover positivi), sta decretando un nuovo sell-off dell’oro, che si è nuovamente riportato sulla carreggiata del ribasso. La nuova ottava inizierà con pochi dati macro rilevanti.

 

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Forex: market analysis (26-10-2013) – ore 11.40

La settimana sui mercati valutari si è chiusa ancora con un super-euro, che macina guadagni non solo sul dollaro americano ma anche sulle altre valute. Il biglietto verde è ancora debole, ma negli ultimi giorni ha recuperato qualcosina su Aud, Nzd e Cad, messe a ferro e fuoco dai problemi della Cina e dal crollo del petrolio. Ancora imprevedibile lo yen, che è la vera mina vagante sul forex a causa dei rischi nel settore del credito in Cina e alle aspettative di storno dei mercati azionari. Il mese di ottobre sta per giungere ormai alla fine, ma si concluderà in bellezza con il meeting del Fomc: il mercato stima un atteggiamento prudente da parte della FED da qui a fine anno e quindi un ulteriore rinvio del tapering.

 

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