Forex: segnali opeerativi (31/5/2013) – ore 7.04

Chiusura piatta per le borse americane, mentre le piazze finanziarie europee hanno fatto leggermente meglio. Il sentiment sui mercati non ha risentito molto del nuovo tonfo di Tokyo (-15% in una settimana), anche se gli effetti si sono visti in parte sul mercato forex dove le valute rifugio hanno evidenziato oscillazioni violente e imprevedibili. Sul mercato valutario resta molto debole il biglietto verde, appesantito dal balzo dei rendimenti sui T-Bond Usa e dai dati macro di ieri su pil e sussidi inferiori alle attese. Risalgono euro e sterlina, ma non va esclusa del tutto la possibilità che questi maxi-rimbalzi siano dovuti a forti realizzi dopo le perdite accusate nei giorni precedenti. Intanto, la debolezza del dollaro fa risalire anche l’oro, che ora sembra più stabile sopra quota 1.400 dollari.

 

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Forex: segnali operativi (30/5/2013) – ore 6.56

Chiusura in calo per Wall Street che paga i timori degli investitori per un possibile allentamento del piano di QE già dalla riunione di giugno, ma anche il balzo dei rendimenti sui Treasury Bond. I tassi decennali Usa sono saliti sopra il 2,2% ai massimi da 13 mesi. Questo notevole e veloce incremento dei tassi, giustificato con il miglioramento dei fondamentali economici del paese, ha messo sotto pressione il dollaro e dato il via a oscillazioni molto violente sul forex. Le valute rifugio, ovvero yen e franco svizzero, hanno realizzato ottime performance. L’euro è stato paradossalmente avvantaggiato da questi meccanismi di correlazione, mettendo a segno strappi bullish inattesi sul biglietto verde.

 

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Forex: segnali operativi (29/5/2013) – ore 7.05

Nuovi record per le borse americane e clima di positività ripristinato anche sui mercati europei, grazie agli ottimi dati macroeconomici provenienti dagli Usa. L’indice di fiducia dei consumatori è volato ai massimi da febbraio 2008, mentre l’indice dei prezzi delle case S&P/C-Shiller ai massimi da aprile 2006. I due market mover hanno messo le ali a Wall Street e soprattutto al dollaro americano, che ha ripreso la sua corsa al rialzo sia contro le major currencies sia contro le valute emergenti. Ora gli investitori aspettano il dato della prossima settimana dei non-farm payrolls, che forse potrebbe segnare una svolta anche nelle strategie di politica monetaria della Fed.

 

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