Diventare Trader, la guida

Il trading esercita una carica attrattiva piuttosto forte, si lavora per conto proprio e con un potenziale di guadagno illimitato. Per iniziare è sufficiente avere un computer ed una connessione ad internet. Nonostante la facilità con la quale molti si avvicinino alla “trading arena”, è importante sottolineare che “provare” non è lo stesso che riuscirci.

Il trading online è uno stile attivo, un modo di partecipare ai mercati finanziari, ma richiede un grande impegno iniziale che consiste nel dedicare tempo e attenzione alla formazione personale.

Infatti, se da una parte è vero che iniziare è molto facile, avere successo è esattamente l’opposto. Nonostante numerosi esempi di successo, il 90% dei trader fallisce nel giro del primo anno. Per questo è essenziale un approccio strategico all’attività di trading, perché questa diventi profittevole.

Approfondimenti

Trading e investimento, c’è differenza?

Molte persone si avvicinano ai mercati finanziari nella forma dell’investimento. Lo scopo dell’investimento è costruire nel tempo una ricchezza crescente e tale scopo si configura generalmente con l’investimento «buy-and-hold»: acquistando ad esempio azioni e permettendo ai prezzi di fluttuare nel tempo. In questo caso, gli investitori continuano a mantenere i propri asset anche in periodi di trend ribassisti, con l’aspettativa che i prezzi possano alla fine tornare a salire. Dopo anni o decenni, l’investimento finalmente potrebbe aumentare il proprio valore e per questo fornire introiti importanti all’investitore. I profitti sul lungo termine possono essere ulteriormente amplificati mediante il re-investimento dei profitti e dei dividendi. Spesso, gli investimenti vengono considerati come un mezzo per generare una certa ricchezza e garantire una stabilità degli introiti durante gli anni del pensionamento.

Laddove gli investimenti vengono generalmente mantenuti per anni o decenni, il trading rappresenta invece l’acquisto e la vendita frequente di azioni, comodità, coppie valutarie e altri beni, con l’intento di generare un profitto che vada al di là della strategia «buy-and-hold».

Nel trading, i profitti vengono considerati come un forma di introito poiché vengono «raccolti» regolarmente (in opposizione all’investimento in cui le posizioni vengono generalmente lasciate a se stesse per lungo tempo).

I profitti del trading derivano dal comprare a prezzo inferiore e vendere a prezzo superiore in operazioni di mercato che vengono aperte e chiuse in un periodo di tempo relativamente breve. Tale periodo può variare da alcuni secondi a diversi mesi o anni, in base allo stile di trading. Vediamo di seguito gli stili di trading più comuni, con le rispettive specifiche temporali.

Stile di Trading Time Frame Periodo di mantenimento
Position Trading Lungo periodo Da mesi a anni
Swing Trading Breve periodo Da giorni a settimane
Day Trading Breve periodo Giornaliero – senza posizioni overnight
Scalp Trading Brevissimo periodo Da secondi a minuti – senza posizioni overnight

Position Trading

Il position trading abbraccia il periodo temporale più lungo nel quale le posizioni vengono mantenute in un arco temporale che varia dai mesi agli anni. I trader che utilizzano questo stile possono usare una combinazione di analisi tecnica e fondamentale per prendere decisioni guardando, nell’analisi dei mercati, anche alle serie di dati settimanali e mensili. In questo caso, generalmente vengono ignorate le fluttuazioni del breve periodo, favorendo l’identificazione e la presa di profitto sui trend di lungo periodo.

Degli stili di trading, questo è quello che più somiglia all’investimento; tuttavia, l’investimento buy and hold coinvolge trade profittevoli in condizioni di mercato rialzista. Al contrario, il Position Trading può essere applicato in entrambe le direzioni di mercato, utilizzando strategia short o long.

Swing Trading

Nello stile di trading Swing le posizioni vengono mantenute per un periodo che varia da alcuni giorni ad alcune settimane, con l’obiettivo di catturare i movimenti di mercato sul breve termine. In genere, gli Swing Trader fanno affidamento all’analisi tecnica e alla price action per determinare possibili momenti di entrata ed uscita, facendo sempre e comunque attenzione all’andamento dei fondamentali.

Le posizioni vengono chiuse quando il target di profitto stabilito viene raggiunto, quando il trade viene interrotto (perché si muove nella direzione sbagliata) o dopo che un periodo di tempo sia passato.

Poiché lo Swing Trading si compie nell’arco di più giorni (in media da uno a quattro), è uno stile che non richiede costante monitoraggio dei mercati. Per questo motivo lo swing trading è molto popolare tra i trader che non hanno la possibilità di controllare le proprie posizioni durante ogni sessione della giornata.

Day Trading

Nel Day Trading le posizioni vengono aperte e chiuse nell’arco della stessa giornata. A differenza del position e dello swing, nel day trading le posizioni non vengono lasciate aperte durante l’overnight (dalla chiusura dell’ultima sessione, all’apertura della prima). In genere, le posizioni di day trading vengono aperte e chiuse mediante i target profit e gli ordini stop loss.

Nel day trading si fa abbondante riferimento all’analisi tecnica per trovare i punti d’ingresso migliori nelle fluttuazioni di prezzo giornaliere. Poiché si tratta di posizioni che vengono mantenute per un arco di tempo che varia dai minuti alle ore, sono inusuali grandi movimenti di capitale e spesso l’attività di day trading comporta piccoli, ma frequenti guadagni a generare profitto.

Per aumentare il proprio potere d’acquisto, spesso i Day Trader fanno riferimento all’attività col margine. Il Day Trading è un lavoro a tempo pieno perché le posizioni devono essere monitorate costantemente e gli operatori dovranno sempre essere consapevoli di qualsiasi interruzione, fosse anche dovuta alla tecnologia (ad esempio la perdita di connessione su internet o qualche problema legato alla piattaforma di trading).

Scalp Trading (Scalping)

Lo scalping è una forma di trading giornaliero estremamente attiva che investe il frequente acquisto/vendita durante la sessione di trading. Gli scalper si pongono come obiettivo i più piccoli movimenti intraday del mercato e fanno affidamento su piccolissimi guadagni. I target e gli stop vengono utilizzati nella gestione di posizioni mantenute per un periodo che varia da alcuni secondi a pochi minuti. Poiché su ogni operazione i guadagni sono scarsi, gli scalper possono decidere di aprire contemporaneamente diverse posizioni per ogni sessione di trading.

La precisione è essenziale per questo stile di trading che richiede attenzione e dedizione costante ai mercati.

Quale stile fa per te?

Decidere lo stile di trading più adatto alle proprie esigenze significa prendere in considerazione diversi fattori, come:

  • l’importanza (in termini economici) del conto;
  • la quantità di tempo che può essere dedicata al trading;
  • la propria personalità;
  • la tolleranza al rischio.

In generale, c’è una relazione inversamente proporzionale tra il time frame di uno stile di trading e la quantità di tempo da dedicare ai mercati. Ad esempio, i position trader possono dedicare un paio d’ore alla settimana per valutare e gestire le proprie posizioni. Uno scalper, invece, fa un lavoro a tempo pieno e dedica ai mercati ogni minuto delle sessioni di trading durante le quali partecipa attivamente seguendo le proprie posizioni.

Molti partecipanti del mercato, siano essi trader o investitori, non rientrano in nessuna di queste categorie. Ad esempio, alcuni trader sono anche investitori di lungo periodo, mentre altri che fanno principalmente day trading aprono anche posizioni swing.

 

Forex: il mercato valutario riassunto in 10 punti

Quando ci si avvicina per la prima volta al mondo del Forex, la scalata sembra impossibile, ma in realtà non è così. Per questo, vedremo in questo post quali sono i primi concetti da assimilare per iniziare ad orientarsi nel mercato valutario del Foreign Exchange.

1. Le otto major

Non in ordine di importanza, le otto «major», ovvero le otto valute più scambiate sono:

  • Dollaro USA (USD)
  • Sterlina Inglese (GBP)
  • Yen Giapponese (JPY)
  • Euro (EUR)
  • Franco Svizzero (CHF)
  • Dollaro Canadese (CAD)
  • Dollaro Australiano (AUD)
  • Dollaro Neozelandese (NZD)

Le valute vengono scambiate in coppia ed esistono 18 coppie valutarie che vengono generalmente quotate da tutti i market maker forex. Tra queste ricordiamo:

  • EUR/USD
  • USD/CAD
  • USD/CHF
  • AUD/USD
  • GBP/USD
  • NZD/USD
  • USD/JPY

2. I tassi guidano i guadagni

In ogni transazione forex, simultaneamente si acquista una valuta vendendone un’altra. Dato che ogni valuta al mondo è legata al tasso di interesse stabilito dalla banca centrale, ogni trader dovrà pagare gli interessi sulla valuta che vende, ma ha allo stesso tempo il privilegio di guadagnare sulla valuta acquistata.

Ad esempio, diciamo che il tasso del dollaro neozelandese sia dell’8% (800 punti base) e quello dello Yen sia dello 0.5% (50 punti base). Andando long sulla coppia NZD/JPY guadagneremo 800 punti base di interessi annualizzati, ma ne pagheremo 50; così il guadagno sarà del 7.5%, 750 punti base.

3. Spread

La differenza tra il prezzo al quale una valuta può essere comprata e quello al quale viene venduta si definisce spead. Lo spread si missura in «pip». Questo differenziale rappresenta la fonte di guadagno dei broker e per questo è necessario sondare bene le acque, visto che gli spread possono essere molto alti e fare spesso la differenza.

4. Serve un broker affidabile

I broker forex sono spesso grandi banche o grandi istituzioni finanziarie. Perché un broker sia affidabile è necessario anzitutto l’iscrizione di questo presso gli enti regolatori del Forex. Queste ed altre informazioni sono spesso presenti sulle pagine web del broker, ma prima di prendere una decisione è sempre necessario fare ricerche approfondite.

5. Gli strumenti

Sempre più broker offrono gratuitamente la possibilità di sfruttare avanzati strumenti di trading. Grafici, strumenti per l’analisi tecnica, news real-time e quant’altro. La tecnologia è di grande aiuto per chi si avvicina al trading, ma è essenziale sapere quali strumenti utilizzare e come sfruttarli al meglio.

6. La leva

La leva è una parte necessaria nel trading e, in semplicissime parole, rappresenta il denaro che il broker presterà al trader nell’attività sui mercati. La leva si esprime con un rapporto, se ad esempio la leva è di 100:1 significa che il broker presterà 100 euro ogni euro investito dal trader. Come molti sanno, la leva può essere un’arma a doppio taglio perché se da una parte aumenta le vincite potenziali, fa lo stesso con le perdite.

7. Analisi fondamentale Vs. Analisi tecnica

Ogni trader è differente, ma bisogna dire che uno stile di trading profittevole è quello che combina insieme nel modo migliore l’analisi tecnica con quella fondamentale. I migliori trader non perderanno certo di vista la pubblicazione di dati macro-economici di grande impatto sui mercati, come ad esempio i dati sul Pil. Ma allo stesso tempo eventi come le riunioni delle banche centrali sono in grado di smuovere i mercati e non possono per questo essere ignorate.

8. Soltanto la pratica rende perfetti

Quello del Forex è un mercato decentralizzato dalle mille sfaccettature. Per approcciarsi al trading è necessario iniziare da un conto Demo, grazie al quale si simulano le condizioni reali di mercato, ma si investe denaro virtuale. Non c’è un periodo prestabilito durante il quale formarsi prima di passare al mercato live, ma è essenziale che ognuno si conceda tutto il tempo di cui ha bisogno.

9. Il trading non è un’attività emotiva

L’emotività è nemica del trading; è inutile stabilire degli stop loss «mentali», se al momento opportuno non si è in grado di eseguirli. L’utilizzo degli stop loss è essenziale per limitare il rischio, ma anche la possibilità di prendere decisioni affrettate sulla scia dell’emozione.

10. Trend is your friend

Il trend è tuo amico, «trend is your friend» è una frase che sui mercati si dice spesso. Questo perché bisogna sempre ricordare una cosa: se decidiamo di andare contro il trend, sarà meglio avere una ragione più che valida per farlo. Sul mercato Forex le situazioni di trend tendono a verificarsi molto più spesso di quanto si possa immaginare ed è seguendo i trend che si realizzano le maggiori possibilità di vittoria.

EURUSD bearish engulfing su weekly chart, OIL breakout in arrivo

Il cambio euro/dollaro ha chiuso l’ultima ottava al di sotto di 1,12, mostrando una leggera diminuzione della volatilità nelle ultime tre sessioni. La riunione d’emergenza di oggi è fallita, per cui domenica sera potrebbe esserci un’apertura molto negativa. Qui sono sempre short da 1,1220 e il segnale ribassista è stato ora rafforzato da…


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